TARSU: L’ALTEZZA TASSABILE STABILITA DAI COMUNI

4 Mag 2009

da: ilsole24ore.it

Per la tassa dei rifiuti, oltre alla superficie dell’abitazione, si deve indicare anche quella dei locali interrati alti 2,14 metri e condonati nel 1997 e quella della cantina?

L’articolo 62 del Dlgs 15 novembre 1993, n. 507, dispone che «non sono soggetti alla tassa i locali… che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione».Locali di altezza inferiore a determinati standard (ora: metri 2,80) non possono, in genere, considerarsi idonei alla vita familiare, e sono pertanto esclusi da imposizione. Ma spesso i regolamenti comunali prevedono espressamente le altezze al di sotto delle quali la superficie non si considera tassabile. Il lettore, pertanto, può rivolgersi al comune e chiedere una copia del regolamento sulla tassa.L’articolo 70 del medesimo decreto, al comma 3, stabilisce che, indipendentemente dalla superficie dichiarata, quella da iscrivere a ruolo non può essere inferiore all’80% della superficie catastale, rilevabile da apposito certificato. Anche sulla base di questa disposizione, il lettore potrà ricavare elementi utili ai fini della superficie da denunciare, fermo restando l’obbligo di indicare nella denuncia i locali che — in ragione della loro modesta altezza — non sono imponibili.


Ici, debutta il pagamento con l’F24

21 ottobre 2008

Come previsto dal Decreto Bersani (legge 248/2006, art. 37, commi 13-14), entro il 18 giugno i contribuenti dovranno versare il primo acconto Ici per il 2007 (il cui saldo dovrà essere versato tra l’1 e il 17 dicembre) o potranno effettuare l’intero pagamento. I versamenti potranno essere effettuati mediante i bollettini di conto corrente postale, da pagare anche presso gli sportelli delle concessionarie di riscossione tributi, le quali in alcuni casi hanno attivato modalità di pagamento via Internet (la Gest Line a Napoli mediante il sito http://www.gestline.it e la Serit a Palermo sul sito http://www.mpserit.it). E da quest’anno sarà possibile pagare anche l’Ici con il modello F24, così da poter compensare i debiti di tale imposta con i crediti di altri tributi erariali. A Napoli, dove l’aliquota per l’abitazione principale è del 5.4‰ con detrazione di 154,94 euro e l’aliquota ordinaria del 7‰, le dichiarazioni Ici dovranno essere presentate entro il 31 luglio presso gli uffici comunali. Il gettito previsto è pari a 169,4 milioni. A Palermo l’Ici per l’abitazione principale è del 4.8‰ con detrazione pari a 103,29 euro, che viene maggiorata a 154,94 euro per gli anziani a basso reddito. Per godere dell’agevolazione dovranno presentare istanza entro il 31 luglio. Il gettito Ici previsto è di circa 60 milioni. Nel Comune di Bari, che prevede un gettito Ici di 81,480 milioni, l’aliquota ordinaria è del 7‰ e quella per l’abitazione principale del 4.25‰ con una detrazione di 103,29 euro che sale a 206,58 euro per numerose categorie deboli. Tra le modalità di pagamento previste c’è il sistema Taxtel, che consente di utilizzare la carta di credito attraverso il sito http://www.taxtel.it o chiamando il numero verde 199.191.191. A Catanzaro, dove l’aliquota per la prima casa è stata portata dal 5.5‰ al 5‰ con una detrazione di 103,29 euro e l’aliquota ordinaria è del 7‰, è previsto un gettito di 7,5 milioni. Le dichiarazioni di variazione dovranno essere presentate entro il 30 giugno, se la dichiarazione dei redditi è presentata in banca o presso le Poste, entro 31 luglio se la dichiarazione dei redditi viene fatta per via telematica. È stata fissata al 17 dicembre la scadenza entro cui si dovranno presentare al Comune di Potenza le dichiarazioni Ici e la documentazione per poter usufruire dell’aliquota al 3‰ per le case affittate a canone concordato secondo la legge 431/98 a inquilini con contratti triennali e a studenti universitari con contratti di oltre sei mesi (per le case non affittate per almeno due anni la cui aliquota è del 9‰). A Potenza l’aliquota ordinaria è del 7‰, quella per la prima casa del 5‰ e il gettito previsto è pari a 6 milioni.


Il Governo: niente Ici per i fabbricati rurali

9 ottobre 2008

da ilsole24ore

Niente Ici sui fabbricati rurali. Rispondendo a un’interrogazione in aula alla Camera, ieri il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, ha spiegato che il Governo si adopererà per evitare che la tassazione possa colpire i fabbricati considerati ancora rurali. Anche se con alcune cautele – come il rinvio a una necessaria considerazione complessivo dato il carattere fiscale dell’argomento e la formula iniziale poco impegnativa dell’auspicio – il Governo è chiaramente intenzionato a «risolvere la questione», come emerge dalla risposta del ministro (si veda il testo riprodotto qui accanto).
Rotondi prende esplicitamente come riferimento la circolare dell’ Anci Emilia-Romagna (si veda «Il Sole-24 Ore» del 30 settembre 2008) con la quale l’assoggettamento dei fabbricati rurali all’Ici veniva riconosciuto a partire dalla giurisprudenza della Corte di cassazione. Questa, da ultimo con la sentenza 23596 del 15 settembre 2008, aveva afferamato che esclusi dall’Ici sono solo i fabbricati rurali privi di rendita catastale. Per cui i Comuni dell’Emilia-Romagna venivano invitati a recuperare l’Ici, senza però irrogare le sanzioni.
Secondo le precisazioni del ministro, interventi come quello dell’Anci Emilia-Romagna «pur non avendo rilevanza giuridica prefigurano una interpretazione della normativa fiscale fortemente penalizzante per gli imprenditori agricoli».
Due gli elementi sui quali si fonda la presa di posizione dell’Esecutivo: un’interpretazione come quella indicata dall’Anci muterebbe criteri di applicazione oramai pluriennali dell’imposta comunale; in questo modo si finirebbe per rendere soggetto a Ici un’immobile, quello rurale, la cui rendita è già considerata nel reddito dominicale dei terreni.
Quanto all’esclusione per il passato dell’applicazione del l’Ici, Rotondi ha ricordato che nella circolare 7 del 2007 dell’agenzia del Territorio era stato già precisato che «l’attribuzione di una rendita catastale a un fabbricato rurale assume rilevanza fiscale solo se il fabbricato perde il carattere di ruralità».

L’interrogazione era stata presentata dal Siegfried Brugger, del Gruppo Misto-Minoranze linguistiche, che aveva chiesto l’intervento del Governo per la situazione determinatasi dopo le sentenze della Cassazione per le quali i fabbricati in questione non sono tra quelli esclusi dalla tassazione ai fini Ici. Lo stesso Brugger aveva ricordato come, a seguito di questa giurisprudenza, l’Anci Emilia-Romagna avesse invitato i «Comuni a procedere alla notifica degli avvisi di accertamento indistintamente per tutti i fabbricati rurali, sia che siano iscritti nel Catasto fabbricati, sia che siano inseriti nel Catasto terreni e dunque, in base alla legislazione attuale, per legge vigente esenti dall’Ici». Il deputato trentino, però, aveva sostenuto che probabilmente servirà comunque «un’interpretazione anche dal punto di vista legislativo, che garantisca che i beni strumentali di imprese agricole individuali e delle cooperative siano comunque esenti da Ici».
Ora si porrà la questione per il Governo – una volta manifestata l’intenzione di risolverla – dello strumento da adottare. Se cioè si riterrà sufficiente un intervento dal punto di vista interpretativo, attraverso magari una nuova precisazione dell’agenzia del Territorio, oppure con una interpretazione da inserire in un testo normativo. La Cassazione ha infatti più volte spiegato che le circolari dell’amministrazione non hanno valore vincolante e quindi a fronte di una giurisprudenza che si va consolidando nel senso dell’imponibilità, nuovi chiarimenti potrebbero risultare insufficienti.